Blog del Comitato Permanente Vallata del Gallico - Reggio Calabria - Per chi non è suddito ma "soltanto" cittadino

Documento programmatico di base

Per meglio chiarire il senso dell’attuale momento di lotta, del resto intrapresa da tempo ma con risibili (fino ad ora) risultati, si vorrebbero qui chiarire i punti salienti,di merito e di metodo, dell’azione in corso. Essa è volta, per ora, alla soluzione del gravissimo problema della carenza idrica che tocca la pratica totalità della Vallata del Gallico.

1-L’acqua è un diritto elementare e fondamentale di ogni essere umano, in ogni epoca e luogo. In una qualsiasi comunità che esprima un’istituzione, quest’ultima ha l’obbligo di garantire tale diritto. In caso contrario, non importa per quale ragione, l’istituzione cessa di esistere come tale poiché non in grado di soddisfare un bisogno basilare di tutti e di ciascuno. Il referendum di qualche tempo fa ha confermato anche l’aspetto di “acqua bene comune”. Se l’istituzione non ottempera ad un dovere fondamentale come questo, salta il patto sociale per mezzo del quale i cittadini si riconoscono in essa.

2-Il problema idrico è annoso, nella Vallata del Gallico, come spesso si è avuto modo di dire. Fino ad ora, e sempre a fronte di azioni di lotta e di protesta, le soluzioni si sono rivelate provvisorie e della durata di pochi giorni mentre le promesse imbonitrici e gli scarica-barile si sono accavallati le une sugli altri. I cittadini si sono sentiti presi per i fondelli. Per questo ora dicono BASTA! Colpe, scuse e pretesti non interessano assolutamente chi ha i rubinetti a secco. 
Assodato il diritto all’acqua potabile, l’istituzione DEVE IMMEDIATAMENTE GARANTIRLO A TUTTI. Accuse, scuse ed altri esercizi da tribunale potranno essere dibattuti, per diletto o necessità, tra i soggetti che se li scambiano. Se, invece, si ritenesse che lo stato di cose dipendesse da comportamenti illeciti di qualcuno dai pochi scrupoli, bisogna dire con chiarezza che tocca ancora all’istituzione far rispettare la legalità e non certamente ai cittadini trasformati in improbabili “detectives”: non ne hanno le caratteristiche né per questo sono pagati.

3-Dati questi presupposti si è deciso di intraprendere un nuovo metodo di lotta per i diritti, superando vecchie e stantie ritualità: basta con le solite proteste urlate, le solite comparsate in tv o sui giornali, fini a sé stesse , da dimenticarsi dopo un paio di giorni e la somministrazione di uno zuccherino. Ora non si mollerà più, pur rimanendo nella legalità; legalità che non può essere a senso unico: quella professata dai cittadini in lotta deve essere la stessa legalità resa dall’istituzione garantendo i diritti di cui sopra, in questo caso la fornitura idrica. In assenza di ciò, l’illegalità sarebbe perpetrata dall’istituzione. Tuttavia, dando prova di grande ragionevolezza, i cittadini, davanti alla disastrosa situazione, non pretendono  un servizio immediatamente ineccepibile: esigono, però, che sia decente. Tre ore di acqua al giorno (ed ancor meno nei fine settimana) NON LO SONO. I cittadini si attendono soluzioni concrete entro quindici giorni, trascorsi i quali torneranno in delegazione per prenderne visione. In assenza di risposte credibili e concrete si ricorrerà ad altre sedi, non esclusa quella della Prefettura, trattandosi di questione di ordine pubblico, di salute pubblica e di diritti costituzionali negati.

4-I cittadini chiedono altresì di sapere con esattezza a che scopo sono stati spesi centinaia di migliaia di euro per il commissario all’emergenza idrica. Poiché lo stato delle cose è infinitamente peggiorato durante tutto il periodo di commissariamento si chiede di sapere a che cosa tale ingente somma sia servita e, visti gli esiti miserandi, si chiede  se non sia il caso di impegnarsi per il recupero.
 
5- In un quartiere abbandonato a sé stesso da anni, con una situazione sociale esplosiva, stanno arrivando bollette e balzelli alle stelle (tra cui l’acqua) a causa, si dice, delle difficoltà economiche del comune.
Poiché nessuno dei cittadini è responsabile del dissesto comunale si chiede che, una volta individuati i responsabili, ad essi venga presentato il conto. Non si è mai visto che un debito contratto da Tizio debba essere riscattato, senza avere nulla in cambio, da una incolpevole serie di ignari Caio e Sempronio; tenendo anche  conto del fatto che quelle bollette dovrebbero essere pagate per servizi non resi (spazzatura, manto stradate, illuminazione acqua ecc.)

6-Due domande finali: A- nel giugno 2011 una circostanziata denuncia, corredata da un gran numero di firme, fu presentata alla Procura della Repubblica e ad altre, numerose sedi istituzionali. Dove giace, dopo due anni, quella denuncia? Perché nulla è seguito ad essa? B- Si parla insistentemente di grosse somme stanziate per il rifacimento della tubazione di distribuzione; ci si chiede se la notizia risponda al vero o sia del tutta destituita di fondamento. Nel primo caso si chiede di sapere che fine abbia fatto detta somma.
 
Nella seconda eventualità, si chiede di sapere che cosa si aspetti a procurare i fondi per questa fondamentale necessità. Dette somme , infatti, DEVONO ESSERE REPERITE IN OGNI CASO, richiamando quanto esposto ai punti 2 e 3.

Il Comitato Spontaneo Vallata Gallico resta a disposizione, con i suoi Portavoce, per qualsiasi chiarimento mettendo in rilievo, in chiusura, data l’evidente situazione di degrado generalizzato, come sia del tutto falsa l’asserzione circolata in un recente passato secondo cui “tutto va bene” nel nostro quartiere!

RC, 17/07/2013                                                                Comitato Spontaneo Vallata Gallico

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti saranno sottoposti a moderazione