Blog del Comitato Permanente Vallata del Gallico - Reggio Calabria - Per chi non è suddito ma "soltanto" cittadino
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sabato 29 febbraio 2020

Comunicato stampa del 29 febbraio 2020

---Il Comitato Permanente Vallata Gallico è lieto di ribadire la sua adesione alla “TAPPA DI ARGHILLA’” dell’iniziativa denominata “La pace disturbata”, “In cammino per i diritti, la giustizia sociale e ambientale”. Questo Comitato plaude, condividendoli, agli ideali già contenuti ed esposti nei titoli ed esplicati nelle varie fasi della manifestazione e ringrazia gli organizzatori per l’invito a suo tempo rivoltogli. Il Comitato è sempre disponibile per iniziative di tali caratteristiche dove l’espressione popolare sia libera da fazioni o personaggi di partito, soprattutto in questo periodo ormai di campagna elettorale. In momenti come questi è forte la tentazione di strumentalizzare ogni evento, per ridurlo a passerella propagandistica. Sotto elezioni, come in questo periodo, sarebbe inopportuna anche una partecipazione significativa del livello istituzionale poiché anche  l’Istituzione diventa parte in causa di quella che già è competizione. Proprio perché scevra da tentazioni del genere si ritiene questa manifestazione autenticamente e sinceramente popolare. A causa di un problema tecnico – informatico di comunicazione, indipendente dalla volontà del Comitato e non certo voluta dagli organizzatori, che ha determinato un ritardo di informazione, il Comitato Vallata Gallico, dopo avere ribadito la sua adesione, farà il possibile per essere presente anche se impegnato in accordi pregressi per la partecipazione alla concomitante manifestazione “Liberiamoci dal rifiuto” che si terrà in Piazza Italia domenica 1 marzo alle ore 10.30.. Anche in quella sede saranno comunque portate idee e proposte che riteniamo comuni a quelle che animano gli amici organizzatori della “Tappa di Arghillà” della “Pace disturbata”. Si augura il pieno successo delle due manifestazioni.

.---Soddisfazione esprime il Comitato Permanente Vallata Gallico per la risposta ricevuta dalla Prefettura di Reggio Calabria, dopo quella pervenuta dal Ministero dell’Ambiente e già a suo tempo  pubblicata. Nel ringraziare sentitamente per la sollecitudine dimostrata dall’Eccellenza del Prefetto il Comitato reitera tuttavia la sua richiesta di riattivazione del “Tavolo di crisi” per l’emergenza idrica. Infatti è certo che i problemi inerenti all’erogazione dell’acqua non sono affatto stati risolti:  non bastano alcune settimane di erogazione a singhiozzo, con l’acqua a rate, per stare tranquilli anche perché, come già rilevato, è la prima volta che ciò accade in inverno. Dopo ciò che la popolazione è stata costretta a sopportare a dicembre e gennaio, con quasi un mese senz’acqua, ( cosa senza precedenti ) non c’è davvero da stare tranquilli. La bella stagione è attesa con autentica angoscia dalla nostra gente soprattutto perché lo stato delle cose è simile e peggiore a quello degli scorsi anni, almeno dal 2013 in poi. Malgrado la tanto strombazzata “Diga del Menta” il problema è lì, come prima e peggio di prima. Le inconsistenti risposte del Comune non fanno che peggiorare lo stato d’animo generale. E’ indispensabile affrontare lo stato di cose una volta per tutte a costo di aggiungere al “tavolo di crisi” anche una conferenza dei servizi. Pertanto il Comitato rinnova una pressante richiesta di riattivazione urgente del “Tavolo di crisi” in questione, prima che sia troppo tardi e spera che l’Eccellenza del Prefetto accetti  questo appello che giunge da una popolazione già stremata per una crisi idrica mai risolta oltre che per altre assurde problematiche quale quella della raccolta dei rifiuti e del temuto pericolo ambientale costituito dall’impianto di Sambatello. Sig. Prefetto, La preghiamo di ascoltare il grido della nostra gente, ripetiamo, prima che sia troppo tardi!



giovedì 6 febbraio 2020

Lettera aperta al Prefetto di Reggio Calabria

A SUA ECCELLENZA IL PREFETTO 
DI REGGIO CALABRIA
SUA SEDE

                                                                                   e p.c. ai Sigg. Ministri Interni, Salute e Ambiente
                                                                 

LORO  SEDI



Oggetto: Richiesta di riattivazione urgente del tavolo di  crisi idrica e della mancata raccolta rifiuti
Villa S. Giuseppe, 30 gennaio 2020
Questo Comitato, già noto alla Prefettura per avere richiesto e poi partecipato attivamente al tavolo di crisi istituito presso essa Prefettura a partire dal mese di settembre del 2017, atteso che:
- nessun miglioramento è sopravvenuto, nel frattempo, al già gravissimo ed inaccettabile stato di cose descritto durante gli anni;
- le considerazioni di questo Comitato, a suo tempo trasmesse a questa Prefettura, sulla risposta scritta del Comune a riscontro delle precise domande poste in relazione alle problematiche inerenti l’erogazione idrica, denunciano l’assoluta inconsistenza delle risposte stesse;
-  la situazione è drasticamente peggiorata nell’anno in corso, fino ad arrivare a tre giorni di erogazione idrica, della durata di poche ore, dal giorno 10 gennaio fino alla data odierna;
- nessuna informazione, né preventiva né di prospettiva, è stata data dall’Amministrazione Comunale, pure sollecitata dalle segnalazioni dei Cittadini che si sono rivolti, oltre che all’URP anche a Carabinieri e Polizia; dalle sollecitazioni di questo Comitato, portate anche mediante comunicati stampa e testimonianze radiotelevisive e di media in genere;
- la situazione supera l’assurdo e l’inverosimile lasciando interi quartieri e quello dell’intera Via dei Monti in particolare senza acqua per settimane senza che nessuno muova un dito, se non per altro, almeno per prenderne atto vista anche l’assenza di fatto del servizio di autocisterne, fatta salva la riconosciuta abnegazione degli operatori;
- a tutto ciò si aggiunge l’incredibile mancanza per giorni e giorni della raccolta dei rifiuti che trasforma  le case degli utenti in microdiscariche inaccettabili.
                                                       CHIEDE ALL’ECCELLENZA VOSTRA
l’urgente riattivazione del tavolo di crisi già in essere per affrontare in modo definitivo il disastroso stato di cose prima che diventi problema di ordine pubblico e di salute pubblica visti anche i tempi di “corona virus”.
Certi della Vs. umana sollecitudine ed in considerazione dell’alto Ufficio cui l’Eccellenza Vostra è preposta attendiamo fiduciosamente la Vs. risposta e cogliamo l’occasione per presentare i nostri cordiali e rispettosi saluti.
                                                                I portavoce temporanei  
                                                         Fiumano’ Tiziana – Cacciola Domenico 

lunedì 23 aprile 2018

Commento alla risposta del Comune


A S.E. IL PREFETTO DI REGGIO CALABRIA
SUA SEDE
Oggetto: Commento alla risposta del Comune dell’11 gennaio 2018
In riferimento ai quesiti posti al Comune di Reggio Calabria tramite la Prefettura , per i quali era stata richiesta risposta scritta, il Comitato Permanente Vallata Gallico prende atto con soddisfazione della risposta, della quale ringrazia vivamente il dr. Brunetti oltre che la stessa Prefettura. Contemporaneamente non può esimersi dal rilevare quanto segue. 

Il Comitato aveva presentato, nelle date dell’1 e del 31ottobre 2017, un totale di 15 domande delle quali 8 in un primo foglio e le restanti 5 nel foglio n.2. Dopo avere sottolineato che porre domande non significa polemizzare, ci si chiede perché il Comune decida di rispondere “con riferimento al foglio 2”, ignorando totalmente i quesiti, ugualmente importanti, posti nel foglio 1. Scegliere le domande a cui rispondere ricorda un po’ la celebre frase attribuita a Gigi Marzullo: “Si faccia una domanda, si dia una risposta”. 

Si legge, al sesto rigo, che “Sin da subito, questa Amministrazione ha provveduto…”: il primo atto dell’Amministrazione attinente la crisi idrica risale al giorno 9 agosto 2017, quando l’ordinanza sindacale citata nel documento fu emessa, dopo mesi ( la tragica situazione risaliva almeno al mese di maggio con allarmi pubblici, articoli di stampa ecc.) . Se la locuzione “ sin da subito” avesse una durata di quattro mesi, allora andrebbe bene; il Comitato ritiene invece che l’ordinanza sia stata almeno enormemente tardiva e, per giunta, totalmente inefficace. Alla popolazione sono stati comunicati tempi e modi di erogazione mai rispettati. Prove inoppugnabili dimostrano che, non solo a Villa S. Giuseppe ma in ogni parte della Città, la citata ordinanza è risultata totalmente lettera morta sia per quanto riguarda gli orari di erogazione, sia per l’incremento delle autocisterne. 

Nel corpo del secondo capoverso si legge che la crisi dell’erogazione idrica a Villa S. Giuseppe “ha indotto l’Amministrazione Comunale ad intervenire immediatamente sostituendo la condotta di adduzione idrica dal campo pozzi comunale…” Anche in questo caso l’avverbio “immediatamente “ è usato in modo improprio. Infatti quella condotta di adduzione era prevista almeno fin dal 3 settembre 2013 e la cosa fu illustrata durante l’incontro, a Palazzo S. Giorgio, tra il Comitato ed i Commissari Prefettizi, essendo parte dell’esposizione dell’allora Dirigente dell’Assessorato ai ll. pp.; i lavori per la sua realizzazione terminarono nell’anno 2015. Tutto questo è puntualmente registrato sul sito ufficiale del Comitato e negli articoli di stampa. La sostituzione “immediata” risale dunque a molto prima e non c’entra nulla con la crisi del 2017, come sembra voler asserire la risposta del Comune. 

Il Comitato sarebbe davvero felice se fossero vere le informazioni riportate nello scritto del Comune per quanto riguarda il sistema idrico della diga del Menta; siccome si fida dell’Istituzione Comunale, è ben lungi dal Comitato l’intenzione di metterle in dubbio. D’altronde, poiché si dice che “per l’estate 2018 la Città potrà ricevere acqua dalla diga del Menta”, si attende con fiducia questo evento che dovrebbe realizzarsi nel giro di un paio di mesi. 

Si evita di commentare l’intento polemico della frase in cui si accusa il Comitato di aver fornito “informazioni …prive di ogni fondamento tecnico…e sommarie frutto di chi sa quali argomentazioni politiche”. In primo luogo si intende chiarire una volta per tutte che non si accettano né si accetteranno provocazioni di sorta, specie quando si concretizzano nelle vecchie, consunte e cigolanti trappole tendenti a buttare tutto in “caciara”.In secondo luogo, dopo attenta analisi documentale, l’allusione pare riferirsi al quesito sull’ingegnerizzazione del sistema idrico cittadino. A breve il Comitato sarà in grado di fornire una risposta definitiva sull’argomento e sarebbe davvero felice di dare ragione al Comune nella sostanza. Purtroppo ampi dubbi sussistono tanto più che pare che il Comune non conosca la data dell’inizio di questi lavori di cui è committente. In tale ottica a nulla vale la serie di cifre elencate in ordine sparso che, di fatto, non chiariscono nulla né rispondono ad una domanda quale che sia. 

Con quanto qui rilevato il Comitato crede sia dimostrato in modo inequivocabile che nessuno dei quesiti posti sia nel foglio 1 che nel foglio 2 abbia ottenuto risposta: a parte, infatti, la data orientativa prevista per la diga del Menta, tutta da confermare, non viene fornito alcun dato, alcuna circostanza, alcuna data precisa ma solo argomentazioni confuse ed in gran parte inesatte, quelle sì, destituite di fondamento. Il Comitato si augura ancora che, in tempi più brevi ( 3 mesi e mezzo per questa risposta!) giungano dal Comune quelle risposte concrete, semplici e precise che sin’ora non ha dato. 

Si conclude dunque con la constatazione dell’insufficienza dei contenuti della lettera del Comune che determina la totale insoddisfazione del Comitato e dei Cittadini. 

PS- Quanto esposto, unitamente alla linea di condotta del Comitato Permanente Vallata Gallico , è stata decisa nel corso dell’Assemblea Popolare riunitasi in data 18 marzo a Villa S. Giuseppe.

Reggio Calabria, 10 aprile 2018 
COMITATO PERMANENTE VALLATA GALLICO


lunedì 4 dicembre 2017

Non è un caso!

Coincidenza? dopo le domande poste dal Comitato al Comune tramite la Prefettura, sui giornali compaiono notizie relative ai quesiti che nessuno MAI prima aveva posto.
Sarà un caso?



Richiesta copia dei verbali delle convocazioni in Prefettura

Di seguito la lettera con cui sono state chieste i verbali inerenti le tre convocazioni in Prefettura da parte del Comitato Permanente Vallata Gallico.


lunedì 6 novembre 2017

Comunicato Stampa del 5 Novembre 2017

Si è svolto, in data 2 novembre, un nuovo incontro convocato dalla Prefettura, (per il Comitato Permanente Vallata Gallico si tratta della terza convocazione) attivato per affrontare la grave crisi idrica unitamente ad altre problematiche. Alla riunione erano presenti la delegazione del Comitato Vallata Gallico, quella del Comitato di Quartiere Arghillà, le varie Forze dell’Ordine, una esponente dell’ATERP oltre al Comune rappresentato dal Dr. Brunetti e dall’Ass. Muraca.
La discussione è stata ottimamente coordinata dal Vice Prefetto Dr. Campolo e dalla Dr.ssa Tripodi, della Prefettura. Molti, vari ed articolati sono stati i punti proposti alla trattazione; dal canto suo il Comitato Permanente Vallata Gallico ha registrato con delusione e preoccupazione la totale mancanza di risposte scritte alle domande poste dai Cittadini e rivolte al Comune, tramite la Prefettura, ormai un mese fa, nello corso della scorsa convocazione del 3 ottobre.  Ci si attendeva, infatti, una riposta semplice ma circostanziata ai quesiti proposti. Tenuto, in ogni modo,  conto della mole di lavoro dell’Istituzione Comunale, il Comitato ha comunque presentato al Vice Prefetto Dr. Campolo un secondo elenco di domande da rivolgere, suo tramite, al Comune sottolineando che il diritto dei Cittadini ad ottenere risposte scritte non né secondo né  di minore importanza di qualsiasi altra priorità invitando il Comune a “fare la storia” dimostrando la volontà di risolvere il problema una volta per tutte.
Alcune di  queste ultime domande partono dalle  affermazioni del Sindaco in occasione della sua visita del 10 agosto a Villa S. Giuseppe: egli dichiarò, allora, che la crisi idrica avrebbe avuto la durata di 60 giorni e che ogni problema idrico sarebbe stato superato con l’entrata in funzione della Diga del Menta. Si chiede di sapere quale piano  a breve o medio termine fosse  stato adottato per determinare una simile previsione peraltro errata poiché la crisi permane tutt’ora; si chiede di sapere anche, con dati precisi, lo stato dei lavori alla Diga del Menta e una precisa data dell’avvio dell’immissione di quell’acqua nella rete idrica comunale, con annessa assunzione di responsabilità da parte di chi di dovere tra gli attori protagonisti.  Altro interrogativo riguarda la reale prospettiva  del completo superamento del problema grazie alla fruizione delle acque del Menta.
L’ultimo (per ora), non per importanza, quesito riguarda i lavori per il“Piano di ingegnerizzazione “ della rete idrica comunale che risulta, al Comitato, finanziata con fondi POR per una cifra iniziale di oltre 13 milioni di euro con una procedura che sarebbe iniziata con una delibera commissariale risalente al maggio 2014 ed i cui lavori avrebbero dovuto avere termine nel dicembre 2017. Come si può evincere dai documenti pubblicati, non si tratta di domande capziose o di un concorso a premi del tipo di quelli che crearono il successo di Mike Bongiorno di buona memoria, con vincitori e perdenti; bensì di questioni tanto semplici quanto importanti volte a conoscere, quindi a capire e perciò ad affrontare e risolvere insieme problemi da quarto mondo che ancora angosciano la nostra Città nell’anno domini 2017.
La necessità assoluta di risposte scritte è emersa dall’intervento verbale  del Dr. Brunetti che, in parziale considerazione delle domande poste fin’ora, ha parlato in termini non chiari della questione del “Centro di telecontrollo”. Egli ha poi toccato il tema posto sulla Diga del Menta spiegando, di fatto, come l’immissione delle sue acque nella rete idrica comunale non risolverà assolutamente il problema. L’esposizione, però, a parere del Comitato, è stata carente di dati e soprattutto di date luoghi e circostanze,  come anche per quanto riguarda la questione del “Piano di ingegnerizzazione”. Del resto è evidente quanto sia improponibile una esposizione di tantissimi fattori in un discorso verbale privo di riscontri scritti. I Cittadini vogliono chiarezza, precisione ed impegni: verba volant, scripta… Ne hanno diritto! Basta un atto di volontà che, certo, comporta l’assunzione di  responsabilità. Una mancata risposta scritta, precisa e circostanziata offenderebbe non solo o non tanto il Comitato ma anche la Prefettura che se ne è fatta portatrice e soprattutto i Cittadini che l’attendono.
D’altro canto un eventuale tentativo di “allungare il brodo” screditerebbe il cuoco ed il prodotto risulterebbe  poco nutriente oltre che sciapo. Ci si augura che il Comune manifesti questa volontà e sia in grado di assumere impegni. A questo proposito il Comitato ha sollecitato alla  cortesia del Vice Prefetto Dr. Campolo l’indizione  a breve di un nuovo incontro e, in ogni caso, ha esortato il Dr. Brunetti a fornire le risposte scritte a tutte le domande poste fin’ora per il 20 novembre, data nelle quale, comunque, il Comitato richiederà alla Prefettura le sperate risposte: quasi due mesi di tempo dovrebbero essere sufficienti a chiuque per vergare qualsiasi testo scritto. Basta la volontà, come si diceva più sopra. Del resto il Comitato Permanente Vallata Gallico aveva, già da tempo, assunto l’impegno di dar conto alla sua gente ed alla Città prima della fine di novembre di quanto fino ad ora è stato fatto e lo farà, comunque.

Reggio Calabria, 5 novembre 2017               COMITATO PERMANENTE VALLATA GALLICO

Quesiti posti al comune - parte seconda

Il contenuto del presente documento è stato approvato all’unanimità dall’Assemblea Popolare convocata dal Comitato l’1/10/17
FOGLIO II
Nell’ambito della proposta – richiesta n. 1  del Comitato, già presentata all’attenzione della Prefettura, nel corso dell’incontro di giov 21 settembre, concernente l’istituzione di un tavolo permanente di confronto con le autorità comunali, nel reiterare la proposta e . nello spirito della stessa, il Comitato Permanente Vallata  Gallico presenta alcuni quesiti, da presentare mediante la Prefettura, alle autorità comunali, alle quali si richiede una succinta risposta scritta. Si richiede altresì che tale risposta sua redatta in termini semplici e chiari, come chiare e semplici sono i quesiti, senza ricorrere a fumisterie espresse in incomprensibile “tecnichese” oltre tutto tradotto in “politichese”. Si tratta di domande che salgono dai Cittadini ed è dovere dell’Amministrazione e diritto  popolare ottenere risposte. Seguiranno, per le prossime convocazioni, altre domande, ad avviso del Comitato, indispensabili per una fattiva collaborazione allo scopo di individuare soluzioni del problema.
1 -  Nel corso della sua breve visita a Villa San Giuseppe del 10 agosto u.s. il Sindaco affermò, tra l’altro, che ci si doveva preparare a fronteggiare una crisi idrica che sarebbe durata 60 giorni, I sessanta giorni sono scaduti il 10 ottobre e, seppure lenita ma ugualmente grave, relativamente al periodo, la crisi  continua ancora in data odierna. Si chiede di sapere quali siano stati i piani a breve e medio termine  (magari tutt’ora in fieri) pensati dall’Amministrazione Comunale che hanno determinato questa previsione del Sindaco, peraltro rivelatasi fallace.
2 – Altra importante affermazione del Sindaco, nella stessa occasione, fu quella secondo cui ogni problema idrico, per la Città, sarebbe stato risolto con l’entrata in funzione della diga del Menta. Disillusi da oltre mezzo secolo di panzane i Cittadini chiedono di sapere quando, esattamente, i lavori saranno terminati e l’acqua della diga sarà finalmente immessa nella rete idrica comunale. Poiché la cosa non è di esclusiva pertinenza comunale, il Comitato chiede, in base alla proposta n.2,  datata 19 settembre e presentata alla Prefettura in data 21 settembre, di convocare in un prossimo incontro a breve, tutti gli attori protagonisti, siano essi comunali, regionali o privati, per conoscere in termini esatti e, naturalmente per iscritto, i particolari sull’andamento dei lavori e gli impegni per il loro termine e, soprattutto, per la immissione dell’acqua nella rete idrica comunale.
3 – Sempre attinente alla questione di cui al punto 2, e rivolti a tutti gli  attori protagonisti chiede di sapere  se risponda al vero la voce secondo la quale la diga del Menta sarebbe recentemente svuotata in tutto od in parte e, se si, per quali motivi; e, ancora,
4 – Quali sono i punti di rilievo tecnico a seguito dei quali si afferma che  la crisi idrica della Città sarebbe definitivamente superata con l’immissione dell’acqua della diga del Menta nella rete idrica comunale?
5 – Altre affermazioni sia del Sindaco, nella già citata occasione, sia di vari esponenti dell’Amministrazione Comunale è quella che fa ricadere sulla vetustà della rete idrica cittadina la principale motivazione della endemica crisi idrica; si parla, da parte di diverse fonti, di uno spreco che arriva addirittura al 60 – 80%  di acqua persa  dalle tubature colabrodo. Risulta a questo Comitato che un “Piano di ingegnerizzazione della rete idrica comunale” per il Comune di Reggio Calabria sia stato approvato, con delibera commissariale, fin dal 27 maggio 2014; il piano sarebbe stato sottoscritto in sede regionale il il 27 giugno dello stesso anno. Il 12 ottobre 2015 , a cura della Stazione Unica Appaltante, sarebbero stati aggiudicati definitivamente i lavori ad un “raggruppamento temporaneo” di imprese con una dotazione iniziale di oltre 13 milioni di euro .tratti dai fondi POR. Tali lavori avrebbero dovuto comprendere le riparazioni delle perdite di rete, i  finanziamenti mirati di riparazioni e sostituzioni di condotte, le attività specificamente ingegneristiche (modellazione e calibrazione delle reti ecc.) e, infine, il censimento – accertamento delle utenze. Sarebbero stati specificati, nel relativo documento, i diversi capitoli di spesa attinenti ai lavori da svolgere, che sarebbero dovuti terminare nel dicembre 2017.  Si chiede di sapere se dette risultanze rispondano al vero e, in caso affermativo: quali dei lavori indicati e previsti siano stati effettuati. In caso ulteriormente negativo si chiede di sapere i motivi del mancato avvio dei lavori, quale destinazione abbiano preso le somme stanziate, quando, esattamente, tali lavori avranno avvio e soprattutto i tempi certi della loro conclusione.

Reggio Calabria, 31 ottobre 2017            COMITATO PERMANENTE VALLATA GALLICO

mercoledì 25 ottobre 2017

Passa Parola Informativa interna n.37– 25 ottobre 2017

COMITATO PERMANENTE VALLATA GALLICO
www.comitatopermanentevallatagallico.blogspot.it 
comitatovallatagallico@gmail.com 
PASSA PAROLA…
Informativa interna n.37– 25 ottobre 2017
ASPETTANDO LA CONVOICAZIONE IN PREFETTURA…
CRISI IDRICA - Dopo l’incontro – confronto in Prefettura del 3 ottobre lo stato delle cose è solo apparentemente migliorato in modo peraltro lieve: l’acqua giunge ai rubinetti per alcune ore (in genere dopo le 10 e fino alle 16 – 17 circa) ma ad intermittenza, cosa che si rende evidente fin dai piani sopraelevati. Già i serbatoi che si trovano ai primi piani si riempiono a stento e spesso non completamente. Ad esempio in data odierna, dopo un flusso debole ed a pressione appena sufficiente, fin dalle ore 10.30 l’acqua ha cominciato a scendere a filo d’olio con lunghi minuti in cui mancava del tutto. Certo, rispetto al disastro dei mesi scorsi non si può dire che la situazione non sia meno peggio; se, però, si pensa che siamo nel mese di ottobre e che, comunque, qualche pioggia è pure caduta (tanto che la fiumara Gallico scende di continuo, anche se non ad alveo pieno) si comprende che la situazione rimanga di una gravità eccezionale. Si deve aggiungere, poi, l’assiduità di guasti come è avvenuto (guarda caso!) lo scorso fine settimana (sabato 21 e domenica 22) nel quale l’acqua è mancata totalmente per circa 46 ore, mentre nella domenica precedente (15 settembre) l’acqua è mancata tutto il giorno al netto di guasti di cui non si è avuta notizia. Lo scenario rimane allucinante. Se le cose stanno così in questo periodo dell’anno, che cosa accadrà nei prossimi mesi? Il fatto è, purtroppo, che non vengono date prospettive né si ha notizia che, da parte dei responsabili, venga fatto qualcosa. L’inerzia più totale brilla in modo sinistro. L’unica speranza risiede nel tavolo di confronto convocato dalla Prefettura. I Cittadini attendono con ansia la prossima convocazione nella quale il Comune dovrebbe portare le risposte scritte alle prime domande poste dalla nostra gente; intanto altre domande, volte a capire ed a individuare soluzioni, sono già pronte per essere formulate agli enti preposti. Ci si augura che la nuova convocazione avvenga quanto prima e che, persistendo la grave situazione, le successive vengano effettuate in tempi più ristretti. Una cosa è certa: in nessun modo i Cittadini intendono consentire che nel prosieguo si torni alla catastrofe del 2017!

SEGNALAZIONE DI FRANA PERICOLOSA- Si segnala a chi di dovere la situazione di pericolo venutasi a creare su via Dei Monti a Pettogallico, nei pressi del capolinea dell’autobus 108. Le recenti piogge hanno determinato un pericoloso inizio di frana che ha invaso una parte consistente della sede stradale già stretta. Come si può evincere dalle allegate foto, è urgente un intervento di sgombero della carreggiata prima che il movimento franoso si ampli fino a pregiudicare il passaggio stesso in quella strada che, ricordiamo, è l’unica che colleghi quel territorio al resto della Città.  

LE FOTO DELLA FRANA






venerdì 6 ottobre 2017

Comunicato Stampa del 6 ottobre 2017 - II incontro in Prefettura

In data 3 ottobre il Comitato Permanente Vallata Gallico, rispondendo alla convocazione della Prefettura, ha partecipato, con una delegazione, ad un incontro insieme con il Comitato di Quartiere Arghillà, Il tavolo di confronto, ottimamente coordinato da S.Ecc. il Vice Prefetto Dr. Campolo ha visto la partecipazione del Comune, rappresentato dal Dr, Brunetti, e dall’Ass. Muraca , della Città Metropolitana con l’Ass. Nucera. Erano inoltre presenti i rappresentanti delle varie Forze dell’Ordine e dell’ATERP. 
Tali presenze hanno consentito una approfondita disamina sia delle diverse problematiche strettamente inerenti la crisi idrica, sia di quelle collaterali che da esse derivano ed a cui sono legate. Dal canto suo il Comitato Permanente Vallata Gallico ha lamentato uno stato di confusione, certamente involontario, in cui l’Amministrazione lascia la nostra gente, il che impedisce ai Cittadini, già esasperati, di conoscere con chiarezza ed esattezza il reale stato delle cose: una incontrollabile ridda di voci, tra le più fantasiose ed incontrollabili, intorbida l’atmosfera: chiarezza deve essere fatta. Proprio per concretizzare una azione efficace e condivisa il Comitato ha riunito, domenica 1 ottobre, una Assemblea Popolare che fissasse la linea che la delegazione avrebbe dovuto tenere nel confronto in Prefettura. Nel corso dell’affollatissima Assemblea, alla quale ha dato la sua adesione anche il Parroco di Villa S. Giuseppe, il Rev. Don Franco Saraceno, la necessità di chiarezza e di azioni concrete ed urgenti ha prodotto una serie di interrogativi da porre all’Amministrazione tramite il Prefetto, con richiesta di risposta scritta. Una prima serie di quesiti (ovviamente scritti) è stata consegnata al Dr. Campolo in un documento a cui il Comune è chiamato a rispondere in termini chiari e semplici, soprattutto evitando di ricorrere a fumisterie e tecnicismi adatti a menare il proverbiale “can per l’aia”.

I Cittadini hanno il diritto di sapere perché, in una Città dove lo stesso Sindaco ripete continuamente che la carenza di acqua è endemica, solo il 9 agosto l’Amministrazione si sia accorta della crisi dopo mesi di rumorose lamentele in tutta la Città e senza avere un piano qualsiasi per affrontarla; e che cosa, in concreto, ad oggi, sia stato fatto per risolvere la crisi stessa; e, ancora, quali siano gli impegni, sempre basati su azioni concrete e comprovabili, intanto nel corso di questo mese di ottobre. Un altro interrogativo che richiede risposta e quello sui motivi per cui, nel corso di questi mesi allucinanti, oltre ai disservizi quotidiani, proprio nella maggior parte dei fine settimana l’acqua risultasse totalmente mancante anche per più giorni: ad esempio, perché dopo alcuni giorni di relativo miglioramento, l’acqua è mancata del tutto da sabato 16 settembre a lunedì 18 compreso? 
Che cosa è successo, nei particolari, ai pozzi di Pettogallico, di tanto grave da interrompere l’erogazione a partire da giovedì 28 settembre? Che cosa si attende per rimettere in funzione il “Centro di telecontrollo”, già inaugurato nel 2010, che è strumento fondamentale per il controllo delle criticità della rete idrica? Il Comitato ha quindi chiesto al Comune di fornire una carta aggiornata e particolareggiata della rete idrica nel territorio di Arghillà, Pettogallico, Rosalì, Salice e 
Villa S. Giuseppe per conoscere quali siano le fonti, i serbatoi, i percorsi e le ripartizioni dell’acqua. Molti altri interrogativi sono pronti per essere posti nel prosieguo e dipenderanno anche dalla precisione ed attendibilità delle risposte del Comune. L’azione del Comitato è tesa, soprattutto, a conoscere la prospettiva di uscita da questa situazione inaccettabile che non può durare in eterno tra scarica barile e favolette della strega cattiva; o. peggio, con la negazione dell’evidenza: una prospettiva basata su azioni concrete e verificabili e tempistiche altrettanto certe: ognuno si assuma le proprie responsabilità. Non può essere consentito che tale incubo perduri “sine die” pronto a ripresentarsi nel tempo a venire.


Reggio Calabria, 6 ottobre 2017           

COMITATO PERMANENTE VALLATA GALLICO

PASSA PAROLA… Informativa interna n.36– 04 ottobre 2017

www.comitatopermanentevallatagallico.blogspot.it 

comitatovallatagallico@gmail.com

LE PRIME DOMANDE POSTE AL COMUNE IN PREFETTURA NELLA CONVOCAZIONE DEL 3 OTTOBTE 2017

1- VISTO CHE ANCHE I BAMBINI SANNO CHE A REGGIO LA CRISI IDRICA E’ENDEMICA PERCHE’IL COMUNE SE NE E’ACCORTO SOLO IL 9 AGOSTO?

2- DOPO L?ORDINANZA DEL 10 AGOSTO CHE COSA, IN CONCRETO, E’STATO FATTO FINO AD OGGI PER RISOLVERE IL PROBLEMA?

3- QUALI SONO, IN CONCRETO, LE AZIONI CHE IL COMUNE SI IMPEGNA AD INTRAPRENDERE DA QUI FINO ALLA FINE DI OTTOBRE?

4- QUALI SONO I MOTIVI PER CUI, NEGLI ULTIMI MESI, IN QUASI TUTTI I FINE SETTIMANA, L’ACQUA E’ MANCATA TOTALMENTE?

5-PERCHE’, DOPO UNA SETTIMANA DI EROGAZIONE MIGLIORE, L’ACQUA E ‘ MANCATA TOTALMENTE DA SABATO 16 SETTEMBRE FINO A LUNEDI’ 18 COMPRESO?

6- CHE COSA E’ SUCCESSO, ESATTAMENTE, AI POZZI DI PETTOGALLICO, GIOVEDI’ 28 SETTEMBRE E VENERDI’29, TANTO DA DETERMINARE L’INTERRUZIONE DELL’EROGAZIONE IDRICA?

7- PERCHE’DOPO L’IMAUGURAZIONE IL CENTRO DI TELECONTROLLO DELLA RETE IDRICA NON E’MAI ENTRATO IN FUNZIONE AL 100%? A QUANDO LA RIMESSA IN FUNZIONE?

9- E’ STATO CHIESTO AL COMUNE DI FORNIRE UNA PIANTA AGGIORNATA E PARTICOLAREGGIATA DELLA RETE IDRICA DI PETTOGALLICO, VILLA S. GIUSEPPE ED ARGHILLA’

IL COMITATO PERMANENTE VALLATA GALLICO HA CHIESTO RISPOSTE SCRITTE. ALTRE DOMANDE VERRANNO POSTE ALLA PROSSIMA CONVOCAZIONE.

Reggio Calabria 4 ottobre 2017 COMITATO PERMANENTE VALLATA GALLICO


Se i Cittadini intendessero formulare altre domande in merito al Comune, possono indirizzare i loro quesiti all’indirizzo e-mail del Comitato riportato nella intestazione di questo documento

lunedì 7 agosto 2017

L'Osservatorio Cittadino scrive alla Prefettura ed al Sindaco di Reggio Calabria

Di seguito il testo della lettera aperta inviata sabato alla Prefettura, al Sindaco ed all'Autority




Spett.le Prefettura di Reggio Calabria

             Comune di Reggio Calabria

e p.c.    A.e.e.g.s.i


Oggetto: richiesta chiarimenti in merito alla crisi idrica

Ad oltre un anno da quell'ormai lontano 10 giugno 2016, quando l'attuale Sindaco di Reggio Calabria annunciava che sarebbe stata "l'ultima estate senz'acqua per Reggio Calabria", stiamo vivendo una crisi idrica epocale. Segnalazioni di assenza d'acqua vengono raccolte in continuazione su tutto il territorio comunale, da Bocale a Catona, senza soluzione di continuità, così come gli esposti alle Forze dell'Ordine, non si contano più.
Come cittadini di questo comune ci chiediamo quali siano le contromisure adottate la Giunta di fronte all’ormai acclarata emergenza idrica, conclamata quanto ormai atavica. Nello specifico chiediamo di conoscere se il Primo Cittadino, in quanto autorità di Protezione Civile, di fronte all’attuale situazione idrica, abbia intrapreso le dovute cautele e posto in essere i piani di salvaguardia previsti per tale fattispecie, in quanto responsabile nel gestire l’emergenza, nonché informare la cittadinanza, anche sui giusti comportamenti da tenere.
Ancora una volta, sorprende profondamente il comportamento statico adottato dal Comune di Reggio Calabria il quale non ha trovato altra soluzione se non quella di avere organizzato alcuni dipendenti comunali al fine di raccogliere le innumerevoli segnalazioni di disservizio idrico.
A parte ciò non risulta abbia ancora intrapreso alcun provvedimento di fronte all’incalzare di una crisi idrica nota da sempre, ancor più aggravata grazie all’atteggiamento inattivo dell’Ente.
Tutt’altra cosa, invece, quando il ripristino del disservizio è di competenza di terzi soggetti (p.e. alcuni guasti verificatisi sulla condotta Sorical e ripristinati nell’arco di pochi giorni). In tal caso fluiscono copiose le comunicazioni ufficiali del Comune, che segue l’evolversi della situazione con grande apprensione affinché la problematica venga risolta in breve e nel migliore dei modi.
Va detto, ad onor del vero, che i guasti Sorical, contrariamente alle “anomalie” della rete idrica comunale, si verificano in modo imprevisto e alquanto raramente, se paragonate a quelli del Servizio Idrico Integrato e, pur comportando sempre un disagio alla cittadinanza, vengono rapidamente risolte.
Ma quando l’inefficienza idrica chiama in causa il Comune di Reggio Calabria tutto tace e i disservizi si verificano ovunque copiosi ed per un tempo indefinito.
Di fronte a tale situazione non una parola è stata proferita dal Primo Cittadino, eccetto l’istituzione di un ufficio guasti (cosa tra l’altro prevista dal regolamento dell’Aeegsii e che nulla ha a che fare con l’attuale situazione emergenziale), non un comunicato diramato dagli uffici competenti del Comune, una nota da Palazzo Foti che potesse consentire alla cittadinanza di prendere atto delle cause che ci privano di un diritto fondamentale.
Perché siamo senz’acqua? Si tratta di guasti a condotte idriche ormai ridotte a colabrodo? Di furti d’acqua? Di siccità? Come mai la questione, nota da anni, non è stata neppure sollevata nel merito, affinché si possano conoscere, finalmente, le cause e si inizi a pensare ad una soluzione concreta? Come mai il Comune non ha neppure preso atto dell’evidente crisi idrica, diramando quantomeno le debite comunicazioni? Che fine hanno fatto i 4 milioni e 200 mila euro stanziati dalla Regione Calabria a maggio di quest’anno, per risolvere “definitivamente” la complicata situazione della distribuzione idrica a Reggio Calabria, con cui sarebbero dovuti partire servizi di ispezione finalizzati ad arginare il grave problema delle perdite idriche?
E mentre il silenzio regna sovrano su questa crisi idrica che assurge sempre più ad emergenza sociale, buona parte della città continua a rimanere a secco nel silenzio istituzionale.
Noi, i cittadini, aneleremmo sapere come sono stati spesi gli oltre 34 milioni di euro investiti nel Servizio Idrico Integrato del 2016 così come appaiono nella delibera comunale 83 del 2016.
Noi, i cittadini, chiediamo di sapere come questa Giunta comunale ha speso i nostri soldi e, nel caso del Servizio Idrico Integrato, lo chiediamo con particolare veemenza, dal momento che si tratta di spese riferite al fine di sanare le stesse inefficienze per le quali oggi stiamo patendo l’attuale crisi idrica. Le spese richiamate nella sopra citata delibera, operate per la riparazione di una rete idrica che disperde la maggior parte dell’acqua destinata alle nostre utenze, acqua che il comune paga profumatamente – soldi nostri – alla SoriCal e che NON arriverà mai fino ai nostri rubinetti, disperdendosi nella condotta idrica di adduzione: si tratta proprio di quell’acqua che dal 2013 paghiamo con una maggiorazione del 120%, imposta dai commissari straordinari e avvallata dall’attuale Giunta comunale, che mai a neppure pensato di abolire.

L’Osservatorio Cittadino per l’Acqua e la Depurazione invita la cittadinanza tutta a non abbandonare la lotta al diritto per l’acqua, un diritto fondamentale, ma a prendere contatto con l’Osservatorio all’indirizzo osservatoriocittadino.rc@gmail.com per le prossime azioni sociali, oltre a continuare a segnalare le criticità idriche PER ISCRITTO a mezzo fax a questi indirizzi: Ufficio Relazioni con il Pubblico Piazzale CEDIR-S.Anna II tronco Fax: 0965.3623843, oppure via e mail: urp@reggiocal.it - P.E.C. urp@pec.reggiocal.it mantenendo copia delle comunicazioni inoltrate. Ciò affinché resti traccia di una cospicua documentazione a testimonianza dei disagi e dei patimenti dovuti alle continue interruzioni del Servizio Idrico, nonché ai fini delle successive azioni sociali.